Riti e Leggende

Aroma Vero, un caffè leggendario

Che cosa si nasconde dietro un sorso di caffè? Una bevanda leggendaria che affonda le sue radici nel passato, costellata di miti e di storie. Un pastorello, un guaritore e un dio, sono i tre protagonisti che condividono la loro storia con i chicchi più famosi del mondo.

Il pastorello Kaldi e la bevanda magica

Tra le leggende più antiche c’è la storia yemenita del pastorello Kaldi che un giorno perde le sue capre. Affranto Kaldi cerca disperato i suoi animali e quando li ritrova li vede molto più energici del solito e intenti a mangiare piccoli frutti rossi così, Kaldi decide di cogliere i frutti e di portarli nel monastero di Chehodet. Furono i monaci a svelare il segreto racchiuso in quelle piccole bacche: prepararono e bevvero un decotto che permise loro di restare svegli durante le veglie di preghiera e di aumentare la concentrazione. La bevanda eccitante fu ribattezzata "Qahwa", "Ciò che stimola, che tiene in alto" in onore del sovrano persiano Kavus Kai, asceso al cielo su un carro alato.

Omar il guaritore

Per il guaritore Omar il caffè rappresentò la vita. Bandito dalla città natale Mocha nello Yemen e recluso in una grotta nel deserto sembrava destinato a una morte fatta di stenti. Per resistere alla fame colse delle bacche rosse dagli arbusti vicini, correndo il rischio di ingerire qualcosa di velenoso. (Continua a leggere)

Il caffè: la storia di una polvere aromatica

La storia del caffè si perde nella notte dei tempi; intorno a questa bevanda nera e corroborante si intrecciano infatti racconti magici rintracciabili già nel I Libro dei Re e nel mito di Elena di Troia. Quando gli Arabi fecero la scoperta dell'acqua calda, essa fu impiegata per la preparazione delle bevande; tra queste c'era il caffè.

Fu verso l'anno Mille che le popolazioni nomadi cominciarono a trasportare la sua pianta che conquistò l'Arabia, la Siria, l'Egitto e la Turchia. Da allora, a partire da Istanbul, si diffusero locali in cui poter consumare una deliziosa bevanda chiamata caffè e ben presto questi luoghi divennero lo spazio d'incontro di poeti e letterati. Essi offrivano anche una vasta rosa di svaghi, tutti accompagnati dall'aroma e dal sapore intenso di questa bevanda.

Il caffè penetrò in Europa con i Turchi e per il tramite della città di Venezia. In Occidente fu subito fermento: c'era chi accusava il caffè di insonnia, chi d'esser cagione d'ozio e chi gli puntava il dito contro asserendo di essere legato ai vizi del popolo turco.

La prima "Bottega del Caffè" fu aperta nel 1681 a Venezia. Sorgeva sotto i portici delle Procuratie Nuove: qui veniva servito il caffè alla turca.


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Bere il caffè: una pratica che si fa rito

Si gusta a casa e al bar, si può assaporare da soli oppure in compagnia… il caffè è una bevanda amica di silenzi e conversazioni. Dal colore nero e dal profumo aromatico e avvolgente, l'espresso è la bevanda più amata dagli Italiani. Affondare le labbra in una tazzina fumante è per l'Italiano una pratica piacevole e rilassante.

La tostatura varia a seconda dei gusti e dei costumi dei consumatori.
Poterlo fare a casa propria gustando un espresso come quello del bar è un sogno a lungo accarezzato che oggi si realizza grazie alla macchinetta Aroma Vero caricabile con 9 capsule dal gusto differente che porta in ogni dimora la bontà di un ottimo caffè come quello consumato al bar.

Considerato dagli Italiani una vera e propria tradizione, il "rito" del caffè è diventato da tempo immemore una pratica che arricchisce la quotidianità di ogni individuo.

Nel sud Italia il caffè rappresenta la cultura napoletana nel rito de "'na tazzulella 'e cafè", che nella città partenopea è il simbolo per eccellenza della socialità. A Napoli il caffè non viene consumato per aiutare il risveglio delle membra ma è una abitudine sacra che consolida ospitalità e momenti di socializzazione.


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